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Trekking

DESCRIZIONE

Lago di Garda: grande giro del lago a tappe

Lago di Garda
panorama dai pressi del Monte Cas

Verso la fine del 2019, prendendo spunto da svariate gite fatte in precedenza in luoghi prossimi al Lago di Garda, ho pensato che poteva essere una buona idea provare a unire i puntini, definendo un cammino che percorresse l'intero giro del lago, a tappe.

L'intenzione era quella di concatenare in modo (in buona parte) inedito sentieri e strade esistenti, realizzando un percorso senza particolari difficoltà tecniche, e rimanendo in vista del lago per quanto possibile.

Ho lanciato la proposta ad alcuni amici, che hanno aderito con entusiasmo, e abbiamo iniziato a definire il tracciato, le tappe, e a percorrere di persona l'itinerario, per verificarne la congruità.

Siamo partiti con la convinzione che sarebbe stato un percorso molto bello e interessante, ma le nostre aspettative, nel corso del cammino, sono state addirittura superate: il giro nel suo complesso è un susseguirsi di paesaggi e scorci di rara bellezza, in una natura ben preservata, e attraversa località che testimoniano secoli di storia.

A chi vorrà seguire le nostre orme, auguriamo di cuore buon cammino!


Tappe

L'intero giro ha una lunghezza di circa 195 km, con 5500 m di dislivello in salita, e le tappe proposte sono nove:

  1. Da Riva del Garda a Limone sul Garda, 17,9 km, 1100 m di dislivello
  2. Da Limone sul Garda a Campione del Garda, 13 km, 600 m di dislivello
  3. Da Campione del Garda a Gargnano, 17,4 km, 950 m di dislivello
  4. Da Gargnano a Salò, 23,4 km, 750 m di dislivello
  5. Da Salò a Desenzano del Garda, 26,4 km, 250 m di dislivello
  6. Da Desenzano del Garda a Peschiera del Garda, 23,5 km, 50 m di dislivello
  7. Da Peschiera del Garda a Torri del Benaco, 26,2 km, 150 m di dislivello
  8. Da Torri del Benaco a Malcesine, 23 km, 500 m di dislivello
  9. Da Malcesine a Riva del Garda, 25,6 km, 1150 m di dislivello

Le tappe sono state definite con lunghezze e dislivelli che un buon camminatore è normalmente considerato in grado di percorrere, ma dati i numerosi centri abitati presenti lungo il percorso, ognuno potrà facilmente ridefinire i punti tappa, frazionando il giro in modo diverso.


Logistica generale

Per gli orari della autolinee: la specifica pagina di visitgarda

Per gli orari dei traghetti: la specifica pagina di navigazionelaghi

Per gli orari dei treni: il sito trenitalia

Per i pernottamenti non diamo indicazioni particolari, lasciando a ognuno l'onere e la libertà di trovare gli accomodamenti preferiti.

Come guida per il percorso: l'app gratuita trekking-etc/viewer, con il percorso di ogni singola tappa scaricabile per l'utilizzo off-line.


Da Riva a Limone

Riva del Garda meriterebbe un capitolo a sé. Il suo centro storico è ricco di fascino, con il porto, la rocca, chiese e campanili, e le caratteristiche porte di accesso.

E' un centro turistico amato sia da chi predilige un soggiorno tranquillo e rilassante, sia da chi cerca lo stimolo dei numerosi sport che vi si possono praticare, dalla vela all'arrampicata.

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La Strada del Ponale fu l'unica via di collegamento con la Val di Ledro nel periodo che va dal 1851, anno conclusivo della sua costruzione, fino al 1992, anno in cui fu completata la nuova strada, più moderna e scorrevole. In seguito, la vecchia strada fu adibita all'utilizzo ciclo-pedonale, e come tale è divenuta molto popolare.

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Utilizzarla come parte iniziale della prima tappa ci è sembrata una scelta del tutto logica. La imbocchiamo al limitare meridionale dell'abitato di Riva del Garda.

La strada, arroccata in modo ardito sulle ripide scarpate quasi a piombo sul lago, è ampia e sicura, e sale con pendenza moderata e costante. Sono frequenti ma brevi le gallerie.

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Percorriamo la strada fino a dove si biforca: a destra per la Val di Ledro, a sinistra per Pregasina.

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Noi andiamo a sinistra, oltrepassiamo il ponte sull'orrido del Torrente Ponale, poi sfruttiamo alcune scorciatoie, laddove la strada sale a tornanti, per raggiungere Regina Mundi, ottimo punto panoramico.

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Saliamo ancora fino a raggiungere Pregasina, suggestivo paesino a 532 m slm.

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Seguiamo il sentiero per Punta Larici, senza raggiungerla (ma basterebbe poco), oltrepassiamo Passo Rocchetta, 1159 m, e poi raggiungiamo Cima di Mughera, 1161 m, altro punto panoramico d'eccezione.

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Scendiamo poi a lungo fino a raggiungere Limone sul Garda.

Limone sul Garda

Troviamo limonaie e palmizi, ma sullo sfondo i monti innevati: un contrasto invernale tipico di questo lago, che mantiene relativamente mite il clima sulle sue rive, ma è circondato da rilievi che si elevano oltre i 2000 m.

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Da Limone a Campione

Questa è la tappa più breve di tutto il giro. Approssimativamente, la prima metà del tragitto si svolge su strada, attraversando lunghi tratti di campagna, e alcune frazioni del comune di Tremosine.

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Frequenti sono gli scorci panoramici.

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Notiamo con piacere che la strada è poco frequentata, ma siamo in inverno; come sarà durante la bella stagione? Nessun problema: chi non ama la strada può optare per un percorso più defilato, descritto nella versione "EE" del giro. Esso presenta maggior dislivello, ma senza difficoltà significative.

Dopo aver superato la frazione di Ustecchio, inizia la parte su sentiero, con incantevoli viste sulle frazioni più alte di Tremosine.

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Ci addentriamo nella Valle del Bondo, che ci sorprende per i suoi angoli bucolici.

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Raggiungiamo e oltrepassiamo Pieve, frazione principale di Tremosine.

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Proseguiamo su piacevoli sentieri, poi inizia la discesa nella stretta valle del Torrente San Michele, con tratti (facili) di sentiero attrezzato. Attraversiamo un caratteristico ponticello, e una galleria.

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Si tratta di parti di una serie di opere per la raccolta dell'acqua che tramite condotte forzate scende verso Campione del Garda, un tempo sede di un importante cotonificio.

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Siamo ormai vicini al fine tappa. La località, abbandonata la sua vocazione industriale, è ora meta degli amanti degli sport dell'acqua: vela, immersioni, torrentismo.

Campione del Garda

Scendiamo rapidamente, per sentiero quasi interamente scalinato, passando vicino alle condotte forzate, fino a raggiungere il centro del paese.


Da Campione a Gargnano

Nel primissimo tratto risaliamo il sentiero che abbiamo disceso alla fine della tappa precedente,

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ma poi prendiamo a salire sulle pendici del Monte Cas. Il sentiero ci oppone una decisa pendenza, e la conseguente fatica, ma ci premia con visuali sempre più entusiasmanti.

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Passiamo nei pressi di Prabione, e continuiamo a salire verso il Monte Cas.

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Dalla cima, posta a 779 m di altitudine, la vista è spettacolare, estendendosi fino in fondo al lago, e include il vicino Santuario di Montecastello, arroccato sulla sommità di una ripida e alta scarpata.20191207_130703_s_1

Nel lungo tragitto che ci separa ancora dalla meta, ma quasi tutto in discesa, passiamo nei pressi del santuario, poi proseguiamo fino a Tignale e lo superiamo, lasciandocelo alle spalle.

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Attraversiamo il suggestivo abitato di Aer,

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ci addentriamo nella Valle di Bornico, e rimaniamo incantati dall'inaspettata bellezza delle sue cascate.

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Raggiungiamo e attraversiamo l'abitato di Piovere.

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Camminiamo - ancora - tra gli ulivi,

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e dopo lunga ma gradevole discesa,

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raggiungiamo la meta. All'imbunire, il Monte Baldo si ammanta di uno splendido colore rosato, che si riflette nel lago.

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Da Gargnano a Salò

Attraversiamo Gargnano, passando per il pittoresco centro storico.

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Presto risaliamo le colline, in direzione sud-ovest, e vediamo sorgere il sole tra gli ulivi, letteralmente.

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Attraversiamo l'abitato di Fornico. Più avanti, nell'avvicinarci al paese di Gaino, passiamo sotto il suo Monte Castello,

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poi scendiamo verso la Valle delle Cartiere, ai Piedi del Monte Pizzoccolo.

La valle, dove prosperava l'industria cartaria, è ora un pittoresco susseguirsi di ruderi delle antiche manifatture. Vi è anche un museo, per chi desidera visitarlo.

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Risaliamo in direzione di Sanico, su bei sentieri,

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con bei panorami,

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e bei fiori, come questa Rosa di Natale.

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Superiamo Sanico senza raggiungerlo, poi Bezzuglio, per proseguire tra gli uliveti.

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Nonostante il potente riflesso del lago, riusciamo bene a scorgere l'Isola di Garda e la Rocca di Manerba. Saliremo su quest'ultima nella prossima tappa.

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Passiamo per Supiane e risaliamo verso San Michele, per poi salire fino a San Bartolomeo.

Poi inizia la discesa finale verso Salò, con alcuni punti panoramici degni di nota.

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A Salò visitiamo il centro, con Piazza Vittorio Emanuele II,

Salò

e la Porta dell'Orologio.

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E' d'obbligo menzionare la presenza, a Gardone Riviera, del Vittoriale di d'Annunzio, che dista meno di 5 Km da Salò.


Da Salò a Desenzano

In breve usciamo dall'area urbana di Salò, poi percorriamo un tratto a lato della strada, al riparo dal traffico, dopodiché ci addentriamo nelle campagne verdeggianti, in direzione di Manerba.

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Alle nostre spalle, ci lasciamo i rilievi montuosi del tratto di entroterra tra Salò e Toscolano Maderno, proseguendo finché davanti a noi, quando scolliniamo, appaiono il lago e la Rocca di Manerba.

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Proseguiamo ancora in campagna, con visuali sul Monte Baldo.

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Attraversiamo la zona di Manerba, e iniziamo a salire nel Parco della Rocca e del Sasso, fino a incontrare le prime rovine, e presto raggiungiamo la sommità.

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Il panorama, grazie alla giornata tersa, è incredibile.

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Scendiamo fino al Sasso, che pur essendo meno elevato della rocca, resta il punto più alto della verticale scogliera, con vista vertiginosa sul lago (attenzione, nessun parapetto), e panorami fantastici sui dintorni.

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Proseguiamo sul Sentiero del Terebindo, che percorre la sommità della scogliera, sempre a poca distanza dal suo ciglio. Le pareti a strapiombo sul lago appaiono a tratti in tutta la loro impressionante verticalità.

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Scendiamo fino a Porto Dusano, poi proseguiamo nelle campagne, tra Gardoncino e Moniga.

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Raggiungiamo poi il lungolago.

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La bellissima e lunga passeggiata vicino alla riva offre stupendi scorci,

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il sole trasmette un senso di tepore primaverile, e il lento sciabordio delle onde induce un senso di rilassata serenità.

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Terminato il lungolago, e superato un breve tratto a lato della strada, si imbocca la pista pavimentata che conduce fino a Desenzano.

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Da Desenzano a Peschiera (per Sirmione)

Come è noto ai più, l'immagine simbolo di Desenzano del Garda è il faro, situato a lato del porto.

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Pochi sanno invece, che nel periodo tra le due guerre Desenzano è stato sede del Reparto Alta Velocità dell'Aeronautica, che vanta un record di velocità tuttora imbattuto, per la categoria degli idrovolanti.

Per questo, in una posizione ben visibile del centro turistico, si trova un caratteristico monumento.

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Fatta eccezione per la penisola di Sirmione, che si protende nel lago per circa 4 km, il percorso si snoda in direzione da ovest a est, lungo la sponda meridionale del Garda.

Lungo il percorso, superiamo le belle spiagge di Rivoltella del Garda, e il suo porticciolo.

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Poi iniziamo ad addentrarci nella penisola.

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Raggiungiamo la Rocca Scaligera, embema di Sirmione.

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Percorrendo il lungolago orientale, raggiungiamo, nel punto estremo della penisola, l'area delle Grotte di Catullo, dove si trovano i ruderi di una sontuosa villa romana.

Durante la visita, ci sono momenti in cui non sappiamo dire se siamo più affascinati dalle rovine stesse, o dallo scenario paesaggistico in cui si trovano.

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Indubbiamente, concludiamo, è la combinazione dei due a dare a questo luogo di grande bellezza il suo particolare aspetto scenografico.

Torniamo verso il centro di Sirmione, che fu luogo di villeggiatura della grande soprano Maria Callas, superiamo le rinomate Terme, attraversiamo le strette vie costellate di attraenti gelaterie, e caratteristici negozi.

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Dopo aver ripercorso la penisola verso sud, riprendiamo per un tratto il lungolago verso est, superiamo il suggestivo abitato di Lugana, e torniamo sul lungolago che ci porterà fino a Peschiera, partendo dall'incantevole Parco,

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percorrendo tratti di spiaggia, con qualche passerella in legno, superando caratteristici porticcioli,

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e curati stabilimenti balneari,

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fino al tratto finale che porta a destinazione.

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Da Peschiera a Torri del Benaco

A Peschiera, il Mincio, unico emissario del Lago di Garda, prima di riunirsi in un unico alveo, lascia il lago diviso in quattro vie d'acqua.

E' attraversando tre di queste, su altrettanti ponti, che il nostro cammino prende avvio in questa tappa.

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Quando usciamo da Peschiera siamo già sul lungolago; ci fa da splendido sfondo il Monte Baldo.

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Sono già due ore che camminiamo, rimirando la sequenza di scorci e di visuali che il lago ci offre senza soluzione di continuità, quando raggiungiamo Lazise, e il suo Castello.

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Transitiamo per il porto, con vista sulla Chiesa di San Nicolò, e proseguiamo per il lungolago, bello come un giardino,

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ammirando l'acqua limpida, e godendoci le belle visuali, che arrivano lontano, verso Punta San Vigilio, spingendosi fino al Monte Pizzoccolo, che si trova sulla riva opposta.

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Dopo un'altra ora di cammino, o poco più, transitiamo per Bardolino,

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altro bellissimo centro abitato. Anche qui l'occhio viene continuamente suggestionato da belle immagini.

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Sempre di buon passo, in un'altra ora circa arriviamo a Garda.

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Sembra che tutte queste località turistiche, adagiate in posizioni stupende sulle rive di un lago stupendo, facciano a gara nel meravigliare il visitatore con il loro fascino, e la cura con cui sono tenute.

Ci lasciamo alle spalle Garda e la sua ampia insenatura, salendo gradualmente sui fianchi delle alture sopra Punta San Vigilio, della quale cogliamo una vista panoramica molto accattivante.

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Ora avanziamo in costa, tra gli 80 e i 100 metri al di sopra del lago, tra gli uliveti.

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Torri del Benaco, con il suo Castello Scaligero, si offre infine alla nostra vista.

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Scendiamo quindi per le vie del borgo, fino a raggiungerne il centro, con il suo bel porticciolo.

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Da Torri del Benaco a Malcesine

Da Torri del Benaco, saliamo verso Località Loncrino, per belle stradine pavimentate,

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fino a prendere il Percorso del Pellegrino, un sentiero che corre in dolce saliscendi lungo la parte bassa delle pendici del Monte Baldo.

La nostra prima meta è l'abitato di Crero, ma prima passiamo ad ammirare gli omonimi Graffiti,

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poi raggiungiamo l'incantevole paesino.

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Poco dopo superiamo la Chiesetta di San Siro.

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Proseguiamo per il sentiero, che include un passaggio su un bel ponte tibetano,

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dirigendoci verso Pai di Sopra, altro bel borgo di collina.

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Ci godiamo le stupende viste panoramiche dal piccolo piazzale della chiesa.

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Nel proseguo, il sentiero comprende un tratto di strada, che supera varie frazioni di paese, con scorci accattivanti sui paesi del lungo lago, come Castelletto di Brenzone.

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A Campo, altro magnifico paesino, ci soffermiamo a osservare i molti presepi artistici che ancora decorano l'abitato.

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Superiamo Marniga, attraversiamo varie frazioni di paese, tra cui Castello,

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osserviamo l'Isola di Trimelone, che si trova esattamente tra noi e Campione del Garda.

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Raggiungiamo Cassone,

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e percorriamo il bel lungolago verso Malcesine,

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fino a raggiungerla.

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Da Malcesine a Riva del Garda

Attraversiamo Malcesine, non senza un passaggio ai piedi del Castello Scaligero,

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e proseguiamo per stradine di campagna,

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con belle viste sul lago

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Raggiungiamo il lungolago, ancora di buon mattino,

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e lo percorriamo fino a Navene, dove lo lasciamo e iniziamo a salire prima per stradina, poi per sentiero.

Raggiungiamo il sentiero 6, una mulattiera che sale a lungo, con pendenza costante e non eccessiva, con occasionali serpentine.

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A mano a mano che saliamo, le viste sul lago destano sempre più meraviglia.

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Il punto panoramico nei pressi del Dosso dei Roveri offre una visuale su tutto il lago, da un estremo all'altro, e vediamo nella sua interezza la riva settentrionale.

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Proseguiamo, salendo ancora un poco, fino quasi a 1200 m di quota, camminando su un soffice velo di neve recente,

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per poi iniziare a scendere.

Più avanti, nei pressi di Dos Casina, si toccano quasi con mano Torbole, il Monte Brione, e Riva del Garda.

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Scendiamo a lungo per stradine e sentieri, fino a Torbole,

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per poi percorrere il bel lungolago in direzione di Riva del Garda.

Ci godiamo quest'ultima parte del percorso, oltrepassando il ponte sul Fiume Sarca,

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il Forte San Nicolò e l'omonimo porto,

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mentre il crepuscolo si preannuncia, con sfumature rosa-arancio che ammantano la parte meridionale del lago.

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Finalmente giungiamo alla meta, felici di aver completato il giro, appagati dalle bellezze che abbiamo costantemente potuto vedere, e soddisfatti di poter indicare la strada ad altri che vorranno seguirla.

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