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Italia Provincia di Ancona Jesi Cupramontana Eremo dei Frati Bianchi
Passeggiata

EREMO DEI FRATI BIANCHI

itinerario circolare tra le colline di Cupramontana

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Facile percorso ad anello al monastero dei Frati Bianchi e alla chiesta di San Giovanni dei Frati Neri.


Accesso

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Proveniendo dalla Valle Esina, prendere la SP9 in direzione di Apiro e dopo circa 8 km prendere la strada a sinistra che sale in direzione di Cupramontana (indicazione per bosco dei frati bianchi ed eremo). Al primo evidente tornante a destra c'è un piccolo slargo dove è possibile parcheggiare.


Percorso

Dal parcheggio prendere la strada bianca che passa nei pressi dell'agriturismo "La Distesa" e che ci immette nell'area dell'eremo.

La strada è interdetta alle automobili, ma percorribile a piedi.

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Siamo nella gola del corvo, fra Cupramontana e Poggio Cupro. Dopo una breve salita, fra una vegetazione di alto fusto e arbusti rigogliosi, si giunge in breve all'eremo.

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Il nucleo più antico del monastero si dice sia stato fondato nell'XI secolo da San Romualdo, fondatore dell'ordine dei Camaldolesi. Da cui il nome Frati Bianchi.

Il monastero può costituire di per sé il punto di arrivo per una breve, ma interessante passeggiata. Di interesse, oltre alla struttura del monastero del XVI secolo, sono da visitare le antiche grotte dell'eremo.

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Il nostro itinerario prosegue uscendo dal portale nord della struttura,

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addentrandosi nel sentiero che costeggia il torrente e segue le indicazioni per S.Giovanni.

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Il percorso, in leggera salita, uscito dalla macchia, raggiunge alcune case e quindi la SP11 (strada provinciale dei castelli) che si percorre per un centianio di metri verso destra.

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Si prende quindi la strada asfaltata sulla destra che prosegue, inizialmente in piano, in direzione sud.

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Splendidi i panorami verso il monte Murano.

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La strada, ora imbrecciata,

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prosegue in discesa fino ad immettersi in una strada asfaltata nei pressi del santuario del beato Giovanni Righi o dei Frati Neri.

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La chiesa camaldolese, originaria del XII, fu ricostruita nel XV secolo dai Francescani che nel frattempo erano subentrati, da cui il nome.

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La struttura attuale è della fine del XVIII secolo e conserva una pala di scuola Robbiana.

Tornati sui propri passi, si prende verso destra la strada Eremo della Romita

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che in discesa ci riporta al nostro parcheggio.

rd, 2018-08-16

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