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Descrizione
Ghiacciao e misto

PRESANELLA

da Malga Vallina d'Amola

Monte Bianco di Presanella

La Presanella (3558m) è la montagna più alta in Trentino.

Da non confondere con altre blasonate cime quali Vioz o Cevedale i quali sono più alti ma non condividono l'interezza della morfologia all'interno della regione, ma bensì sono confinanti con altre.


Accesso

Sulla SS239 che da Carisolo porta verso Madonna di Campiglio, dopo 4 Km abbondanti a sinistra c'è un bivio che porta in Val Nambrone, si svolta quindi a sinistra e si prosegue per 9 Km dove un'altra biforcazione (prendere sempre a sinistra) ci porta al parcheggio di Malga Vallina d'Amola.

Val d'Amola


Itinerario

Dopo aver indossato gli scarponcini e lo zaino con l'occorrente necessario si parte alla volta del Rifugio Segantini 2373m prendendo il sentiero o211 che in un'ora abbondante porta al rifugio.

Alba sul sentiero 211

Inizia ad albeggiare, al rifugio ne approfitto per bere un the caldo e leggere con la dovuta cautela la relazione a questo nuovo itinerario che nel 2012 grazie a un gruppo di volontari è stato tracciato per permettere di aggirare il canalino che si doveva affrontare sul Monte Nero, ora non più agibile a causa di abbondanti scariche detritiche.

Finito di leggere ci si incammina verso la morena detritica e si passa attraverso piccoli laghetti formatisi dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacci.

Morena

Dopo aver rimontato la morena si prosegue tenendosi il più possibile sulla sinistra in direzione Bocchetta di Monte Nero.

Una piccola pausa mi permette di fare foto e di reidratarmi un pò, la giornata è splendida e bisogna approfittare di questo in quanto fino ad ora il tempo non ha permesso grandi cose.

Brenta

Proseguo ed entro nella vedretta, dove inizio a calpestare la prima neve, che ben assestata e piuttosto ghiacciata mi permette di proseguire senza avere la necessità di indossare i ramponi.

Nevaio come da evidente traccia, si riesce a vedere l'attacco della

In poco tempo si arriva all'attacco della piccola ferrata che rimonta la cresta alla destra orografica della Bocchetta.

Nella foto se si guarda con attenzione, si riesce a vedere il colatoio franoso che il Monte Nero ora scarica sul nevaio (circa al centro della foto)

Ferrata Tratto iniziale della cresta

Cordini, scale, piccoli intagli permettono una facile progressione sui sassi granitici che compongono la cresta, bisogna comunque prestare molta attenzione a dove si mettono i piedi per garantirsi una progressione facile, sicura e non sprecare energie.

La quota e la complicità del sole iniziano piano piano a farsi sentire aumentando la sensazione di fatica mentre si discende dalla cresta.

Arrivati a un falsopiano nevoso lo si prosegue tenendosi sulla traccia o comunque adiacente alla cresta appena sorpassata, notando davanti ai nostri occhi una rampa nevosa che porta verso il Monte Bianco di Presanella 3368m

l'autore

Giunti in cima la vista della Cima è sempre più vicina ma non facciamoci fregare, il percorso è ancora lungo e delicato, per tanto non bisogna mai rilassarsi, specie se si affronta l'itinerario con neve come in questo caso.

Infatti le abbondanti nevicate durante l'inverno 2013/2014 si notano ancora, dove negli anni precedenti non c'era neve, quest'anno ritroviamo tutto coperto e personalmente con gran piacere ammiro questo tappeto di neve.

Sulla sommità del Monte Bianco di Presanella la traccia segue scendendo di qualche metro dove si dovrà affrontare una cengia sempre attrezzata, ma in alcuni punti no.

Qui bisogna prestare molta attenzione in quanto il tratto è ghiaioso misto ghiaccio e neve, quindi trovare buoni appigli e avere un ottimo piede fermo sono elementi indispensabili per l'attraversamento di questo tratto.

Bivacco Orobica

Risaliamo la cengia e siamo a poche centinaia di metri dal Bivacco Orobica 3382m.

Da qui sino alla Cima la traccia è interamente su neve, esposizione Sud/Est.

Tratto finale

Così in pochi minuti si arriva in cima alla Presanella.

Presanella Vetta

Dalla cima è possibile godere di un panorama eccezzionale, nel quale ci si può perdere ad ammiare tutte le cime del gruppo dell'Adamello e non solo.


Discesa

La discesa ripercorre l'itinerario di salita.

Consiglio di effettuare la discesa con già i ramponi calzati sin dalla cima, in quanto in fase di discesa le condizioni della neve peggiorano rapidamente se la presenza di sole è cospicua come in questo caso.

L'utilizzo della picozza è fondamentale per la progressione in discesa e bisogna stare sempre attenti.


Conclusione

Avendo effettuato in solitaria questo itinerario posso dire che è maestoso, il lavoro compiuto dai volontari e dal gestore del Rifugio Segantini (Egidio Bonapace) è superlativo.

Da tempo avevo voglia di salire questa cima e al di là della più famigerata Parete Nord trovo questo come il secondo più bel itinerario, in quanto contiene una grande varietà di terreni su cui effettuare la progressione.

ac, 2014-07-20

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