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Descrizione
Sentiero attrezzato

DA MASETTI A LANZINO

sull'Altopiano di Lavarone

Monte Cimone

Itinerario che attraversa l'Altopiano di Lavarone per la sua lunghezza, sul versante sud della Valsugana per la gran parte. Adatto ad escursionisti di buona lena e medio livello tecnico. Forse non è un'escursione ricca di panorami mozzafiato, si tratta infatti di un tipo di bellezza differente, suscitato da fitti boschi e luoghi suggestivi, che conferiscono all'ambiente un che di magico e fiabesco.


Accesso

Dalla Provincia di Trento, lungo la SS 349 o la SS 350, oppure dalla Provincia di Vicenza, lungo la SS 350, si raggiunge Lavarone, poi si procede lungo la SS 349 in direzione Monterovere, fino a una deviazione a destra per Masetti, che è il punto di partenza.


Percorso

Da Masetti (1157m) si percorre la strada che collega l'antico borgo al biotopo di Malga Laghetto (1193m), dove si lascia l'asfalto e ci si inoltra per un breve tratto nel bosco che costeggia la sponda est del piccolo lago.

Masetti (1157m) Punto di partenza.

Biotopo Malga Laghetto (1193m) Piccolo lago, dal peculiare ecosistema.

Dopo qualche minuto di cammino, si incontra nell'Avez del Prinzep, l'abete più grande d'Europa. Attorno ad esso è stata imbastita una zona pic-nic con dei bei tavoli in legno massiccio, ottima per gite domenicali con bambini annessi.

Avez del Prinzep (1195m) Abete bianco più grande d'Europa con area pic-nic

Si sbuca poi dietro all'ex Albergo Monterovere (1255m), da qualche tempo tristemente chiuso. Davanti ad esso, verso est, svetta Cima Vezzena (1908m), altresì conosciuta come Spitz di Levico.

Monterovere (1255m)

Si percorre un breve tratto di strada asfaltata che porta all'imboccatura del sentiero 220, diretto alla boscosa sommità del Monte Cimone (1525m). Il sentiero comincia come tratturo poco pendente immerso nelle conifere, per poi ridursi ad una traccia tanto ben marcata e segnata, quanto assai più pendente.

Sentiero 220 verso M.te Cimone

A quota 1441m si può effettuare una piccola deviazione sulla destra del sentiero per ammirare quel che giustamente è segnato come Belvedere, un punto panoramico mantenuto ottimamente sui laghi di Caldonazzo e Levico, sulla Valsugana e sui monti circostanti.

 Belvedere (1441m) Su Gruppo di Brenta, Laghi di Levico e Caldonazzo e Valsugana.

In 40 minuti circa, da lì si raggiunge la cima del Monte Cimone (1525m). Da qui in poi la segnaletica si fa più scarsa, sarà pertanto necessaria una buona dose di accortezza nel prendere la direzione giusta (versante ovest del monte).

Prima di scendere sul ripido versante ovest del Cimone, è possibile scendere un poco verso sud (punto panoramico segnalato) ad ammirare il fiabesco altopiano di Lavarone.

Belvedere (1478m) Sull'altopiano di Lavarone, Val d'Astico, Prealpi Venete e Vigolana.

Ci si avvia dunque per il sentiero 222 o del Tamazòl, difficile da seguire scendendo dal Cimone fino a dopo il breve tratto di strada forestale proveniente da Slaghenaufi che si prende in direzione nord per un breve tratto. Dopo circa 200 metri, il sentiero si stacca dal tratturo e scende a capofitto verso nord-ovest, diretto al Col dele Albarele (620m)

Il sentiero, per una ventina di minuti, si trasforma in una via ferrata. La natura carsica del luogo dà vita a visioni spaventose: la roccia, apparentemente solida, è in realtà un cumulo di sabbia compressa pronta a sbriciolarsi al comando degli agenti atmosferici.

Avere la sensazione che dove cammini, da un momento all'altro, possa aprirsi una voragine come quella nella foto successiva non è una bella sensazione! È pertanto necessaria molta attenzione ed una buona dose di esperienza.

Sentiero attrezzato 222 Da M.te Cimone (1525m) al Col dele Albarele (620m)

Dopo il tratto attrezzato, qualche minuto tra le albarele dell'omonimo colle e si trova un tavolo dove rifocillarsi o riposare.

Alla fine del sentiero 222, si incontra il sentiero 219, che dev'essere imboccato verso destra fino a quota 577m, dove, prendendo un tratturo sulla sinistra, si arriva ad Aonè (525m).

Aonè (525m)

Per un breve tratto si percorre la SP108 fino a Maso Paldàofi (563m). Di lì si gira a sinistra e ci si immette sul sentiero 217, che inizialmente costeggia il Torrente Centa.

Per tutto il primo tratto, prima di inerpicarsi sul versante nord della Valle del Centa, il sentiero è corredato di tavole e cartelli che illustrano caratteri della flora e della storia locale. Una nota di merito va all'amministrazione comunale, il Parco Fluviale del Torrente Centa è uno scrigno di sorprese.

Parco Fluviale del Torrente Centa Itinerario guidato lungo il corso del torrente Centa.

Torrente Centa

Si prosegue relativamente in piano costeggiando il letto del torrente fino al vecchio mulino.

Vecchio Mulino (644m) Corredato di cartelli esplicativi.

Il sentiero si inerpica quindi dietro a quest'ultimo e poi su verso Lanzino, per una via antichissima (le prime notizie su questo percorso risalgono al 1192), che in un'ora circa, attraverso tratti dalla pendenza quasi proibitiva, porta su di quasi 500m attraverso scenari incantati. 

Vista dal Sentiero 217

Nel salire si incrocia un capitello dedicato a S. Antonio ed una croce di cemento. A quota 1000m, la pendenza torna a livelli più accessibili.

Finalmente, il sentiero muore sulla Strada della Val Careta che, presa verso sinistra, in una manciata di minuti porta poco prima di Lanzino (1178m), frazione di Lavarone. In mezzo chilometro si raggiunge la contrada, dove è possibile dissetarsi alla fontana, la cui acqua è di sorgente.

Lanzino (1178m) Punto di arrivo.

mn, 2015-01-05

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